Thursday, June 26, 2014

GIORGIO LAVELLI

Speranza

Giorgio Lavelli. Regista (n. Buenos Aires 1932).

Dopo studi alla scuola di C. Dullin e J. Lecoq, Lavelli si mise in luce con la visionaria messinscena di "Le marriage" (1963) e "Yvonne, princesse de Bourgogne" (1965) di W. Gombrowicz.

Estroso e irriverente, Lavelli ha creato spettacoli colorati e visivamente barocchi nei quali il gusto per l'ironia e l'umorismo non impediscono il coinvolgimento emotivo.

Particolare attenzione ha prestato alla drammaturgia contemporanea.

Tra i suoi spettacoli più importanti si ricordano:

"Jeux de massacre" (1970) e
"Le roi se meurt" (1976) di E. Ionesco,
"Doña Rosita la soltera" di F. García Lorca (1980)
"Une visite inopportune" di Copi (1988)
"Réveille-toi Philadelphie" di F. Billetdoux (1988),
"Greek" (1990) e
"Décadence" (1995) di S. Berkoff (1990),
"Heldenplatz" di T. Bernhard (1991)
"Comédies barbares" di G. Tabori (1993)
"Slaves" di T. Kushner (1996)
"Molly Sweeny" di B. Friel (1997)
"L'ombre de Venceslao" di Copi (1999)
"Le désarroi" de Monsieur Peters (2002) di A. Mille,
"Rey Lear" di W. Shakespeare (2006)
"Oedipus roi" (2008) di Sofocle
"El avaro" di Molière (2010).

È anche apprezzato regista di opera lirica.

È stato direttore del Théâtre nationale de la Colline (1987-96).

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